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giovedì 31 dicembre 2015

#28 Cara me, buon anno.

Cara me,

anche quest'anno siamo giunte alla fine. Anche quest'anno grandi propositi non ne hai avuti, così come non ne avrai per l'anno che comincia. Hai deciso che i buoni propositi sono una stronzata per far vedere agli altri che vogliamo fare le cose, senza poi farle davvero. Un po' come quelli che ogni giorno dicono "da lunedì comincio palestra" ma in palestra non ci vanno mai. 
Quest'anno è stato l'anno dei grandi cambiamenti. Sei partita, hai mollato tutto e sei andata via per fare quello che volevi e ci stai riuscendo, perciò sono fiera di te. Quest'anno sei cresciuta, hai imparato tante cose e sei migliorata, ma hai ancora tanta strada da fare. 
Quest'anno è stato l'anno dei "di più". Hai avuto più coraggio, ti sei amata di più, hai amato di più, hai perdonato di più, hai parlato di più, hai studiato di più, hai scritto di più. 
È stato l'anno delle prime volte: prima volta senza mamma e papà, prima volta senza le tue amiche, prima vacanza da sola con le amiche. Ma è stato l'anno delle seconde e delle terze occasioni che hai dato a tutti. Anche a te stessa un po'. Hai imparato che dalle persone che non ti aspetti puoi avere tanto e che quelle da cui ti aspetti qualcosa non ti danno nulla. quest'anno hai imparato a dire basta. Hai imparato che se qualcosa ti fa star male è meglio allontanarla, che le relazioni si fanno in due e che non puoi cambiare per gli altri. Hai imparato che la distanza è un ostacolo fisico, ma che il tuo cuore sarà sempre con chi ti vuole bene. Hai imparato a distinguere le amicizie vere dalle conoscenze, hai capito un po' di più chi ti vuole bene davvero e chi no. 
Insomma quest'anno siamo cresciute, siamo migliorate, abbiamo fatto casini, ci siamo ubriacate fino a non capire nulla, abbiamo riso fino a non avere più fiato, abbiamo pianto, siamo state male, ci siamo rialzate, abbiamo abbassato i muri e lasciato entrare più persone, ci siamo sentite forti, abbiamo sorriso e abbiamo sentito la mancanza di qualcuno. E ti volevo dire che mi dispiace per tutto ciò che non abbiamo fatto, per le lacrime che hai versato per chi non ne merita manco mezza, per il tempo che hai perso dietro persone che non hanno speso neanche un secondo a pensare a te. Mi dispiace che tu non abbia ancora capito quanto vali e che tu non sappia ancora cosa vuoi fare. Mi dispiace che tu abbia mollato atletica ma sono fiera di te per aver preso quella decisione che ti ha portata a stare meglio. Alla fine ce l'abbiamo fatta, siamo arrivate alla fine e domani comincia un'altra gara. Vivi di più da domani, fregatene di più, fatti meno problemi, perdi meno tempo, pensa più a te stessa, amati di più, magari vacci davvero in palestra. Non avere grandi propositi ma se decidi di fare una cosa falla fino infondo. Divertiti. Ubriacati. Ama. Studia. Lasciati andare. 

Ti voglio bene. 
con affetto,
me. 


ps: buon anno anche ad ogni singola persona che segue e legge questo blog, siete sempre di più o pure se siete sempre gli stessi sappiate che vi adoro e che se non ci foste voi a leggermi non sarebbe la stessa cosa. Buon anno anche se quest'anno per voi magari non è stato facile, buon anno se siete in Italia e non sapete se partire. Buon anno anche a tutti i miei amici che mi leggono e alla mia famiglia, mi mancate e il prossimo capodanno lo faremo finalmente insieme. 
Buon anno anche a tutti gli Exchange students, soprattutto ai miei compagni di viaggio, buon anno a voi pure se siete disperati perché stasera starete magari a casa con "Netflix and chill" ma buon anno anche a quelli che vanno a "un semplice party,niente di che" (Tom).
Insomma, buon anno a tutti quanti, e che il 2016 sia l'anno dei "di più" per tutti quanti. Ora questo libro lo possiamo chiudere e siamo pronti ad aprirne un altro. Magari insieme. 
Sempre vostra,

Sara. 

Fotine di Natale e non solo: 






mercoledì 23 dicembre 2015

#27 "Buon" Natale

Ci sono momenti, tipo adesso, in cui mi chiedo veramente che cazzo sto facendo. In cui voglio solo tornare a casa perché qua sto bene ma non sono al top. Perché sono felice ma non felicissima. Perché adoro la mia famiglia ospitante ma non è la mia famiglia. Perché domani è la vigilia di Natale e pure se ho festeggiato pochi Natale nella mia vita, in questo momento se potessi schioccare le dita e teletrasportarmi a casa lo farei. E se Babbo Natale esistesse gli chiederei di portarmi a casa. Perché è uno di quei momenti in cui andare a casa ti sembra l'unica soluzione, uno di quei momenti di cui la WEP ci aveva tanto parlato, quelli che ci portano a sfidare noi stessi, ad avere 1000 ragioni per tornare a casa ma averne una per restare qua e attaccarsi a quella. Perché alla fine si tratta solo di questo, hai 1000 ragioni per tornare a casa eppure una sola basta per farti restare lì. E sapete io sono lì che penso e ripenso e mi scervello e poi mi arriva un messaggio di una ragazza che neanche conosco così bene, con cui non ho mai parlato praticamente che mi invita ad andare a sciare con lei le prossime vacanze perché sa che mi sento sola in vacanza. E che mi dice che quando mi sento sola devo pensare che quest'occasione è unica nella vita e non la riavrò altre mille volte. Ed eccola lì la mia ragione, ecco perché amo stare qui. Perché adoro le persone, adoro i miei amici, adoro il fatto che siano tutti sempre così gentili e che ci siano per me pure se non mi conoscono. Adoro poter contare su un sacco di gente e sapere che sono quasi tutti amici veri... e allora alla fine lo so bene perché sono qua, lo so bene che la mia amica, perché ormai la posso chiamare così, ha ragione: è unica quest'occasione. E magari vaffanculo io a sciare ci vado pure se non son capace, perché qualcosa dovrò pur farlo prima o poi! e sapete, alla fine sono queste le soddisfazioni di quest'esperienza, che stai male ma basta una piccolissima cosa per farti ripartire a 1000. E anche se non ho tanta voglia di festeggiarlo qua il Natale, domani mi sveglierò e sarò contenta di essere qui perché alla fine è un giorno come un altroe io sono felice lo stesso. 
Buon Natale a tutti, vi mando un grosso bacio e un forte abbraccio.
Sempre vostra,

Sara

domenica 6 dicembre 2015

#26 100 (not so) happy days!

Beeella regà


eh si, mi tocca ammetterlo. Non son sempre stata felice qui, e questo è il mio blog, il mio diario, ed io ho scelto di essere onesta con voi. Quindi no, sono sono sempre felice, non è tutto rose e fiori, non ci sono solo lati positivi. Però son arrivata fin qui, un terzo della mia esperienza, 200 giorni da vivere prima di tornare a casa.
Sinceramente, non so molto bene di cosa parlarvi in questo post, ma ci tenevo a scriverlo perché è un piccolo traguardo. Comunque nel complesso sono felice, non voglio che pensiate che vivere all'estero sia una passeggiata ma non è neanche qualcosa di insostenibile. Penso che il trucco sia restare positivi, e credetemi: la curva di adattamento della wep vi salverà la vita. Ci saranno giornate in cui vi sveglierete e sarà tutto fighissimo, andate a scuola tutti felici e poi tornate a casa e bam, è come se qualcuno vi desse un enorme schiaffone in faccia. Avrete solo voglia di piangere e di andare a casa ed è lì che dovete tirare fuori la positività: piangete, sfogatevi, parlatene con la vostra famiglia ospitante, loro sono lì per voi, e poi pensate a tutte le cose belle, i bei momenti, i dettagli positivi della vostra giornata e vedrete che vi spunterà il sorriso. Comunque, la curva di adattamento della Wep, portatela con voi. Guardatela ogni tanto perché non potrebbe essere più azzeccata di così; nella prima fase, che consiste in generale nelle due/tre settimane conseguenti al vostro arrivo, il sentimento che dominerà sarà l'eccitazione. Ogni cosa sarà bellissima, sarete per la maggior parte del tempo super emozionati; dopo questo primo periodo ecco che arriva il primo schiaffo: lo shock culturale. Io personalmente non pensavo di attraversare questa fase per via della vicinanza tra Francia e Italia, ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo. Purtroppo lo schiaffo è arrivato anche a me, magari non ha fatto così male ma l'ho sentito ahaah. Il modo migliore per passare questa fase è sicuramente smettere di pensare che le differenze che troverete nel vostro paese ospitante siano sbagliate o che le cose in Italia siano migliori, perché altrimenti resterete bloccati nelle vostre convinzioni e vi assicuro che le cose saranno ancora più difficili. Cercate semplicemente di pensare che è diverso, né migliore né peggiore, semplicemente diverso. Poi ovvio, potete esprimere il vostro parere, che sia critico o meno: ci saranno cose che preferirete nel vostro paese ospitante e cose che preferirete in Italia. Ma prima, convincetevi che sia semplicemente diverso e che può essere apprezzato lo stesso. Dopo questo schiaffo, ecco un "bel" periodo: la wep lo chiama "adattamento superficiale" e penso, per quanto riguarda la mia esperienza, che non potrebbe essere più azzeccato di così. Cominci ad abituarti alla routine quotidiana, alla scuola, torni ad essere entusiasta e vedrai le cose da un punto di vista positivo. In generale è il periodo che va da ottobre a dicembre, ma beh, siccome è dall'inizio che vi rompo le palle dicendovi di non illudervi perché non è tutto rose e fiori beh, ecco il secondo schiaffo, che per quanto mi riguarda è quello che ha fatto più male ahah. Dicembre è appena cominciato e la mia instabilità emotiva è tornata a bussar forte alla mia porta esattamente il 1 del mese.
"Ciao, sono l'instabilità, ti sono mancata? E' da un po' che non venivo a farti visita" mi ha detto, e poi siccome è violenta come poche, mi ha dato un pugno. Fantastico, no?
Comunque, sta di fatto che da quando abbiamo fatto l'albero di natale, sono entrata in quel periodo che la Wep chiama "Frustrazione". Bene, passatemi il francesismo, ma frustrazione sto par di palle. Non saprei neanche che nome dare a questo periodo perché è talmente fastidioso e strano che è indescrivibile. Maschi, preparatevi, proverete finalmente sulla vostra pelle cosa sentiamo noi donne quando abbiamo il ciclo. Donne, beh, mi spiace per voi ma per me è come avere il ciclo h24. Sarete irritabili, stanchi di tutto, capricciosi, annoiati, eccitati per la più minima cosa, entusiasti, e tanto, ma tanto, ma tanto homesick. (Regà voglio sottolineare che io sto generalizzando a partire da ciò che sto vivendo io, ogni esperienza è diversa quindi non è detto che viviate tutti la stessa cosa ecco, quindi non scoraggiatevi!). Apparentemente poi, la Wep parla di "adattamento reale" ma siccome io non l'ho ancora provato non posso parlarvene ma state tranquilli che lo farò presto. Lasciamo giusto passare le vacanze di Natale e gennaio, dopo di che vedremo.
Comunque nel complesso su 100 giorni, sono stata davvero triste credo 10 giorni, quindi direi che il 90% fino ad ora è stato positivo. Non scoraggiatevi, davvero, io lo ripeterò fino alla morte: ne vale la pena. Anche se dopo 100 giorni senza vedere la mia famiglia e senza uscire con le mie amiche, vi posso dire che è dura essere sempre positivi. Io sono una persona ottimista di natura, per cui per me è forse un po' più facile, ma a volte sono davvero abbattuta. La cosa bella credo che sia poi scoprire che anche nei giorni no ci sono momenti che cancellano tutto il buio di quella giornata (tipo, il ragazzo che ti piace che ti scrive....e ho detto tutto!)
Vi saluto, vi abbraccio forte, e mi raccomando iscrivetevi tutti e partite che ne vale la pena!
mmmmmmmmmbaciuz

Sara.

domenica 8 novembre 2015

#25 "Il senso del viaggio è la meta, il richiamo..."

Beeeellla rega, 


che figo non essere in ritardo. Buona lettura, spero che i miei pensieri contorti vi piacciano. 
Una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per riflettere su te stesso e sugli altri. Dopo due mesi, ti rendi conto di quanto tu sia già radicalmente cambiato, magari esteriormente sei lo stesso, ma dentro è un macello. Sei travolto da un numero enorme di emozioni sconosciute che ti portano a scoprire lati del tuo carattere di cui non sapevi minimamente l'esistenza o ti porta semplicemente a capire meglio chi sei e cosa vuoi. O cosa non vuoi. Sicuramente, essere un Exchange student non è facile e la cosa più difficile, o una delle tante, è restare positivi nei momenti peggiori. Quando vorresti solo scappare a casa da mamma e papà o vedere i tuoi amici di una vita perché semplicemente un giorno ti svegli e ti rendi conto che anche se è tutto perfetto e bellissimo, hai bisogno delle persone che hai avuto accanto per la maggior parte o per tutta la tua vita fino a quel momento. Io prima di partire pensavo che mollare tutto e andare via fosse un salto nel vuoto, che non avrei saputo cosa mi aspettasse fino al momento in cui non sarei arrivata, ma non è così. Ogni giorno qua è un salto nel vuoto, ogni giorno ti svegli e non hai idea di cosa ti aspetti, di chi incontrerai, di chi ti mancherà. Non hai idea se sarai triste o homesick o felice da morire. E scendere dal letto, dal tepore delle coperte, equivale a saltare dalla cima del dirupo. 
Siamo dei pazzi, noi Exchange. Dei pazzi masochisti, perché andiamo, solo un pazzo mollerebbe tutto per andare in un posto completamente sconosciuto, con degli estranei, in un nuovo ambiente con una nuova lingua. È una pazzia, ma alla fine, se c'è una cosa di cui sono sicura ora più che mai, è che sono le piccole cose a contare veramente, quelle a cui generalmente non diamo peso perché sono scontate. Alla fine di una giornata, bella o brutta che sia, sono i dettagli che mi tornano in mente. Sono i piccoli gesti di cui mi ricordo: un mi manchi da una mia amica alle 7 del mattino, un ti voglio bene dalla mamma, un messaggino da mia sorella che mi ha fatto ridere, un abbraccio da un'amica qui, un complimento di un professore, una risata con la mia famiglia ospitante. Magari non mi ricorderò i nomi di tutte le persone che ho conosciuto, ma sicuramente mi ricordo di tutte quelle che nel loro piccolo stanno contribuendo a rendere quest'esperienza quella che è e quindi a rendere me la persona che spero di diventare. 
All'inizio vi ho detto che una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per te stesso. Mi sento di dirvi però che il tempo è anche il nostro peggior nemico. Perché ogni salto che fai giù dal dirupo è un passo verso la fine di questo meraviglioso viaggio che sono fiera di aver intrapreso. Questo viaggio che mi sta rendendo consapevole, migliore, che mi sta arricchendo in tutti i sensi e che soprattutto, mi sta facendo capire l'importanza di ciò che ho. E si, forse essere sempre positivi non è facile, quando daresti un rene solo per poter prendere un caffè con un'amica o un abbraccio da mamma e papà vi giuro che non è facile restare positivi ma alla fine, se ci riesci, la ricompensa è grandiosa. Perché ci sarà qualcosa durante quella giornata che ti sembra andare uno schifo, che ti ricorderà del perché hai scelto di fare quest'esperienza, del perché sei dove sei, qualcosa che magari farà diventare la tua giornata una delle migliori. Perché sono i piccoli gesti che contano. Per cui, se siete nuovi Exchange e non sapete se partire, io vi dico di chiudere gli occhi e saltare giù dal dirupo.Anche se è buio, anche se avete paura di trovare i cactus al fondo, non abbiate paura di pungervi: crescerete. Imparerete qualcosa comunque, ed è dalle delusioni che si impara di più, dagli errori. E magari, mentre starete sanguinando, troverete qualcuno che vi metterà un cerotto con gli elefantini e magari sarà la persona con cui dividerete la vostra vita, o diventerà la vostra migliore amica/il vostro migliore amico, o semplicemente un estraneo di cui racconterete ai vostri amici a casa. Per cui se avete questa mezza folle idea, pensateci, prendete il vostro tempo per riflettere e poi fatelo. Buttatevi. Restare nella "comfort zone" non vi farà crescere e maturare come quest'esperienza unica. E se partite, vivetevi tutto. Non rinunciate a niente, condividete tutto con la vostra famiglia ospitante e la vostra famiglia a casa e i vostri amici. Non privatevi di alcune cose solo perché avete paura, ogni attimo è unico. E credetemi, nel bene e nel male, è la miglior esperienza che si possa fare. 
Un'italiana fiera nel paese della baguette,

sempre vostra. 

domenica 1 novembre 2015

#24 bilancio complessivo dei primi due mesi (soprattutto per quanto riguarda la scuola)

Beeeellla regà 

per una volta non sono in ritardo, incredibile ma vero! 
Bene, di cosa parleremo mai in questo post? ehehe. 
Oggi vi scrivo e ancora una volta non vi racconterò dettagliatamente di come svolgo la mia vita giornaliera qui, perché penso che non interessi a nessuno né tanto meno a me. Dopo lunghi periodi di riflessione ho deciso che non è cosi che voglio raccontarvi la mia esperienza, perché alla fine ogni routine è diversa per ognuno di voi, ogni giorno ognuno lo vive come meglio crede, perciò raccontarvi i miei non ha senso. E quindi vi dirò più o meno cosa mi passa per la testa e soprattutto le mie impressioni, ciò che sento. 
Sono qui ormai da due mesi e quattro giorni, ve l'ho detto nell'ultimo post che il tempo vola, e le vacanze sono finite. Domani torno a scuola e durante queste due settimane passate quasi totalmente a casa ad oziare e ad annoiarmi un pochino, ho avuto tempo di pensare e farmi un'idea complessiva di questi due mesi qua. 
Il bilancio complessivamente è molto positivo. Per me fino a questo momento quest'esperienza merita un 9 pieno, non ho ancora avuto nemmeno mezza difficoltà per quanto riguarda la mia famiglia o gli amici. Sicuramente ci sono tante cose che cambierei, ma è vero che mi sto rendendo conto di tantissime cose (vi parlerò anche di questo più avanti). La scuola e intendo per quanto riguarda l'insegnamento, è una delle cose che preferisco di meno. Vero è che io arrivo da un liceo linguistico, che seppur sottovalutato, mi dava un carico di lavoro superiore alle due/tre ore di studio al giorno. Ero abituata a verifiche e compiti ogni giorno o comunque molto sovente, tante materie da preparare e uno zaino che pesa più di me. Scuola dalle 8 alle 13 con 15 minuti di intervallo alle 11 e anche quando mancano i professori stai sicuro che hai qualcosa da fare. Capirete che quando sono arrivata qui per me è stato il paradiso: seppur gli orari sono estesi lungo tutto il corso della giornata (08.00-18.00), la maggior parte dei giorni la mattina non ho lezione fino alle 10 e posso tranquillamente starmene a casa ed andare più tardi, a volte tra una lezione e l'altra ho 3 ore buche, tantissime volte i professori mancano e sei libero di fare cosa vuoi, pochissimi libri nello zaino, compiti di matematica non superiori ai 3 esercizi da una settimana all'altra, compiti a casa assegnati con una o due settimane d'anticipo, dall'inizio dell'anno ho avuto due verifiche. Per cui, alla luce di quanto spiegato, per me all'inizio seriamente sembrava il paradiso. Ero contenta di essere venuta qui e non dover fare praticamente niente per scuola. Poi, semplicemente, mi sono resa conto dell'importanza della cultura e sinceramente cominciano a mancarmi le 30 pagine di storia da studiare, piuttosto che il canto della Divina Commedia da parafrasare... E lo so, lo so, che starete sicuramente pensando che sono pazza, ma credetemi che sento di non aver imparato praticamente nulla a scuola fino ad ora. Sono sicuramente d'accordo che il carico di lavoro della scuola italiana sia esagerato, ma qui è esageratamente basso. Spesso e volentieri mi stupisco dell'ignoranza di alcuni individui, anche sulle cose più semplici. (Esempio: "Ma in italia avete il pane?" MA SECONDO TE?! e tra l'altro, è stato un adulto a chiedermi questa cosa....). Certo, sicuramente la scuola ha un sacco di lati positvi, tipo che è un bellissimo posto dove passare il tempo e stare con gli amici perché te ne puoi andare in giro dove cavolo ti pare senza dover chiedere permessi e merdate varie. Se non hai lezione te ne vai e non frega nulla a nessuno! Poi per carità, se non vieni a scuola chiamano subito i tuoi genitori, se ti mettono due volte assente ad una lezione ( e succede anche quando sei presente a volte, alcuni prof che non fanno caso alla risposta all'appello decidono di metterti assente e via... ok.) mandano un messaggio ai genitori e altre cose cosi che in italia non succederebbero mai ahah. Un altro lato positivo è che tutto il lavoro è svolto in classe, o almeno dipende dai professori, ma la maggior parte è tutta gente che ha voglia di lavorare ed entra in classe col sorriso. Cioè persino la prof di matematica fa venir voglia di stare attenti! Poi è figo perché anche per studiare non devi fare niente, niente schemi, non devi consumare 40 evidenziatori all'anno per ricordarti le cose importanti sul libro, né passare 3 ore ad attaccarti post-it ovunque per le cose più essenziali, perché i professori hanno questo metodo fantastico e impeccabile che chiamano "fiches de revision". Praticamente è una scheda dove c'è scritto esattamente tutto quello che c'è da sapere per la verifica e dove può essere trovato. Una figata no? In pratica in due minuti sai esattamente cosa studiare ahah. I libri si e no li ho aperti due volte, in quanto anche stavolta, i professori sono innamorati delle schede. Ci riempiono di schede da attaccare sul quaderno e il libro praticamente è inutile. Però se non lo porti stai sicuro che ti serve. Per quanto riguarda il bilancio sulla scuola direi che ho parlato abbastanza ahahah. 
Gli amici, beh che dire, ne ho e sono fantastici. Mi ci trovo benissimo e mi ricordano le mie amiche a casa, anche se so bene che niente e nessuno potrà rimpiazzare quelle tre laide. gne. 
Unica pecca: abitiamo tutte lontane e quindi non si esce mai. Praticamente ci sto insieme a scuola e basta, perché per organizzare un'uscita bisogna dirlo con almeno una o due settimane d'anticipo e io non ho la memoria così a lungo termine. Risultato: sabato e domenica me ne vado con l'host dad a vedere i fighi dell'Under17 giocare a calcio e lo aiuto ad allenare i bambini dell'Under9. Che oddio è bellissimo perché amo il calcio e mi diverto da morire, solo che poi ogni volta c'è qualcuno che mi dice "Ma alla fine non sei venuta da me sabato" e io sono tipo "Ah perché mi hai invitata?" e non so che dire quindi dico che non c'ero. Il che è vero ma non è colpa mia. Ma sicuramente troverò un modo per cambiare questa strana mentalità secondo la quale le uscite vanno programmate mille anni prima e prima di invitare un'amica a casa la devi presentare ai genitori. Questa è una cosa che non capirò mai dato che, almeno per quanto mi riguarda, in generale in Italia funzionava così:"Amò tra 15 minuti ci sei per un caffé e una sigaretta?" "Certo ci vediamo li,bacio" oppure "Oi oggi vengo da te" "ok a dopo". Capite che per me è uno shock quello che mi dicono qua. Mi adatterò prima o poi. Spero. 
Una cosa che proprio non sopporto è che pensano tutti di essere fighi solo perché fanno gli alternativi e bevono anche se non possono. Della serie: "Ciao! Stasera che fai?" risposta: "Bevo!! Mi ubriaco fino a non capire più niente, non vedo l'ora!!" Poi gli dici che in Italia bevi più o meno tutti i sabato sera e non è sta gran cosa e diventi una super alternativa. E vabbè. 
Comunque apparte questi dettagli, di molta poca importanza, non ho assolutamente niente di cui lamentarmi. Mi manca casa particolarmente ma tutto regolare. 
Alla prossima! 
Ah, grazie per le 3000 visualizzazioni, siete belli bellissimi!

Sara
Sto spirito patriottico italiano si è fatto particolarmente sentire e non ho potuto fare a meno che scriverlo. Lo ripeto, nel caso qualcuno dimenticasse: Italia ti amo!!


mmmmmbaciuz

lunedì 19 ottobre 2015

#23 "il tempo vola e tu neanche te ne accorgi"

Il tempo scorre rapido senza aspettare nessuno, secondo dopo secondo, e tu non te ne accorgi. Sei così pieno di cose da fare, da vivere, da guardare, persone da conoscere, nuove esperienze da scoprire che non ti prendi neanche un secondo per fermarti e riflettere. Riflettere sul quanto unica sia quest'esperienza, quanto fortunato tu sia a viverla, riflettere su cosa tu voglia veramente, Siamo sempre così di fretta, ansiosi di poterci perdere un qualsiasi avvenimento importante e non ci accorgiamo che alla fine così perdiamo me stessi. E il tempo corre, vola, un po' come noi, e ci dice di rincorrerlo ma non si può perché nel frattempo abbiamo troppe cose da fare. e lui scappa, corre più veloce che può e ti lascia indietro, e così un giorno ti svegli ed è tutto finito. un giorno ti svegli e ti rendi conto che sono passati cinquantadue giorni da quanto sei arrivato e tu non te ne sei neanche accorto. Ma cinquantadue giorni non sono tanti, alla fine. Non sei nemmeno ad un terzo della tua esperienza ma ci sei vicino e ci sei arrivato in un battito di ciglia.
Così mi sono decisa adesso, in questo momento, mi sono decisa e mi sono detta: "stop. Fermati, guardati intorno; cosa vuoi? chi sei? quali conclusioni puoi trarre da questi cinquantadue giorni?". E lo volevo condividere con voi, con chiunque mi stia leggendo. Ma lo voglio soprattutto condividere con me, così magari tra altri cinquantadue giorni mi guarderò indietro e rileggendomi mi renderò conto che forse sono cambiata, forse sono migliorata, forse no. Ma fa parte dell'esperienza che io a grandi linee sto cercando di raccontarvi: a volte lo faccio più seriamente, altre volte non mi metto in gioco. Adesso lo sto facendo. E quindi se pensate che possa annoiarvi perché di per sé non racconta niente questo post, non racconta i miei giorni qui, ma parla un po' di me, un po' di come mi sento, allora vi consiglio di chiudere, il prossimo post sarà normale probabilmente. E se leggete, grazie. Anzi grazie in entrambi i casi.
Alla fine, comunque, io non lo so chi sono. E men che meno so cosa voglio, so cosa mi piace fare, so in cosa sono brava, ma poi? So che sono qui per scoprirlo, scoprirmi. E un po' alla volta lo sto facendo, sto affrontando tutte le paure che mi porto dentro, mi forzo di fare tutte le cose che a casa non avrei mai avuto il coraggio di fare. Piano piano mi vengono naturali, piano piano mi sento sempre più sicura di me stessa, mi sto conoscendo un po' alla volta. La cosa migliore è apprezzare tutte le cose che si davano per scontate: un caffè con gli amici, una chiacchierata cuore a cuore con la mamma, un abbraccio di papà, un consiglio da un'amica, l'imbarazzo di parlare al ragazzo che ti piace. Tutto ciò che a casa, semplicemente era ovvio: perché il caffè con gli amici era tutti i giorni o quasi, e se qualche volta mancava non me ne accorgevo nemmeno, le chiacchierate con la mamma erano abitudine, gli abbracci di papà scontati perché beh, è il mio papà, i consigli delle amiche li avevo a qualsiasi difficoltà mi si presentasse davanti, l'imbarazzo di parlare col ragazzo che mi piaceva non esisteva perché probabilmente ci conoscevamo già, o ci eravamo visti in discoteca o ci si parlava su facebook, dove chiaramente l'imbarazzo non esiste. All'inizio, quando sono arrivata qui, ero così presa dall'entusiasmo (non che ora io non lo sia più), che non ho neanche realizzato che non avrei più avuto queste cose fino a giugno. Poi è capitato da un giorno all'altro: mi sono svegliata e avevo voglia di un abbraccio, di un caffè, di un'amica. Le ho anche qui tutte queste cose, ma è diverso, perché gli amici non sono qui, mamma e papà neppure, mia sorella non c'è e non ho nessuno con cui litigare o a cui rubare i vestiti eppure, nonostante questo, io sto bene. Sto bene e l'ultima volta che sono stata così bene ero al mare con le mie migliori amiche quest'estate. La differenza è che sono felice così da cinquantadue giorni. Non è che non sento la mancanza, perché la sento, è che avevo bisogno di sentirla. E' come se questa fosse una lunga pausa dalla mia vita, questo è il tempo che mi sono presa per me stessa, per stare bene con me stessa e ne avevo bisogno, o avrei continuato a dare tutto per scontato, a darmi per scontata. E probabilmente sarebbe arrivato un giorno nella mia vita in cui qualcosa mi sarebbe stato tolto e sicuramente mi sarei accorta troppo tardi dell'importanza di ciò che ho. Dell'importanza di avere una famiglia come la mia, delle amiche vere come quelle che ho, dell'importanza di ogni momento che passo insieme alle persone a cui tengo e non è una cosa che si capisce finché non ti allontani dalla routine. Dalla quotidianità che una volta ho descritto come "soffocante" e non avevo torto. Sapevo di aver bisogno di allontanarmi per riprendere a respirare, e ci sono riuscita, sono qui, ho appena finito la cinquantaduesima cena con la mia famiglia, ho riso come una matta e mi sono sentita a casa, mi sono sentita accettata esattamente per ciò che sono, perché da quando sono qui non ho mai avuto bisogno di mostrarmi per quella che non sono, di parlare un po' meno per non far brutta figura, di sorridere anche quando non sto troppo bene perché mi hanno conosciuta da subito per ciò che credo di essere anche se ancora non l'ho capito bene ma alla fine non importa. Non importa finché sto bene e so che pian piano capirò. Tempo al tempo si dice, ma ancora una volta questo tempo correrà più veloce di me e mi sembra di vivere in un sogno, in una realtà parallela alla mia, in una bolla e prima o poi mi sveglierò e sarò a casa. Mi sveglierò e sarà estate, sarò coi miei amici a prendere il caffè, sarò a parlare con mia mamma, abbracciare mio papà, litigare con mia sorella, sarò con le mie amiche, parlerò col ragazzo che mi piace. Per adesso però, sono ancora in quel momento, in quel tempo che mi sono presa, in quei dieci mesi che sembravano infiniti prima di partire ma che ora sembrano così poco, sono qui. Sono qui ed è ottobre, il freddo arriva e si porta l'inverno, le foglie cadono ed è tutto più colorato perché per il momento è autunno ed è sempre stata la mia stagione preferita. C'è aria d'inverno comunque, il camino resta acceso e alla mattina c'è la brina sul prato e il parabrezza della macchina è ghiacciato. Sono qui, adesso sono anche in vacanza, le vacanze d'autunno e quindi va bene. Va bene anche se in fondo io lo odio il freddo, non mi sento mai le mani e nemmeno i piedi, il naso mi diventa rosso e le guance pure, le labbra blu e assomiglio all'omino Michelin per quanto mi devo vestire ma non fa niente perché comunque sono io. E sono felice e quindi va bene. E se dovete partire l'anno prossimo, se prendete questa decisione, sappiate che siete più coraggiosi di chiunque altro, ma che non è tutto rose fiori e soprattutto che davvero, il tempo vola e tu neanche te ne accorgi.
Vi ringrazio se siete arrivati fino a qui e anche se non lo avete fatto,
sempre vostra,

Sara.

domenica 4 ottobre 2015

#22 scuola, cinque settimane, news varie

Bellaaaaa regaaa


come state? come sempre mi dicono che aggiorno sempre in tempo, sisi. Ottimo direi ahaha.
Vi avevo promesso però che avremmo parlato della scuola quindi è esattamente ciò che farò. 
Si va a scuola 5 giorni su sette, mattino e pomeriggio tutti i giorni tranne il mercoledì che è solo la mattina. Ogni classe ha orari differenti, io per esempio finisco tre giorni alle sei, il mercoledì a mezzogiorno e un giorno alle cinque. Sovente ho delle ore buche durante le quali puoi fare quello che vuoi: letteralmente. Puoi uscire dalla scuola e andare a farti un giro ahaha. Infatti noi andiamo al supermercato a volte o cose così. comunque diciamo che la scuola è questa, ci sono poche materie comunque, molto meno di quelle che abbiamo in Italia e diciamo che il programma è lo stesso che ho fatto l'anno scorso quindi sono avvantaggiata rispetto agli altri ahah. La scuola comunque funziona molto bene diciamo, mi piace ma in quanto a orario preferisco quella italiana. Preferisco andare scuola solo al mattino perché è molto meno pesante. Per il resto ho degli amici fantastici, stra gentili e disponibili, ci capiamo al volo e ci scassiamo davvero ahah. Sono qua da cinque settimane e non potrebbe andare meglio di così, comunque la mancanza di casa comunque si sente. Non troppo, perché sono sempre impegnata tra compiti e scuola e quindi come ho già detto non ho molto tempo per pensarci ma ad ogni modo casa mi manca. Ieri era il compleanno del mio babbo e penso che sia stato il momento più difficile da quando sono qua. Penso che tutti i compleanni saranno la cosa piu difficile per me perché li ho sempre passati in compagnia, con i miei amici o con la mia famiglia ed essere lontana è difficile e mi rattrista. Però comunque una cosa che aiuta moltissimo è parlarne con la famiglia ospitante, in  più la mia è davvero perfetta quindi mi hanno aiutata ieri e mi hanno distratta e tutto. non nego che sia stato difficile lo stesso però poi passa. Quel che ho imparato comunque è che se ti rinchiudi in camera a parlare con l'Italia l'unica cosa che ti viene da fare è piangere. Io ne ho parlato solo un un mio amico che è negli stati uniti perché sapevo che mi avrebbe consigliata ed aiutata ma per il resto per tutta la giornata ho tagliato i contatti con l'Italia e sono stata bene infatti. Alla sera poi ho fatto skype con casa ed è andata benissimo. 
Tra due settimane per fortuna sono in vacanza, sono davvero stanchissima ahaha non vedo l'ora!
Diciamo che questo è tutto per il momento, se avete altre domande potete scrivermi tranquillamente e risponderò anche perché non so molto bene cosa può interessarvi o cosa no. Io scrivo soprattutto per me però per esempio sul sistema scolastico non so molto bene cosa dire anche perché è molto complicato quindi se volete sapere qualcosa in partcolare domandate ahaha.
vi mando un  bacio grandissimo!


canzone del fiorno: Mecna -Pace / contatto Facebook: Sara Traversa -Gruppo Exchange Student Wep. 

Sara

sabato 12 settembre 2015

#21 Scuola, amici, prime Skype

Beeeellla regà 


per una volta aggiorno in tempo, questa Francia mi fa bene direi ahahah.
Sono qua da due settimane esattamente e va tutto davvero bene. Apparte qualche piccolo problema presto risolto è tutto bellissimo. Ho cominciato scuola da una settimana e mezza e mi piace tanto. È un po complicato come sistema ma penso che farò un post poi solo per la scuola quando capirò qualcosa in più di come funziona ahahah. Comunque, a scuola sono stati davvero gentili con noi (sono con un altro italiano!) e ci hanno subito accolti bene. Mi sono fatta degli amici dal secondo giorno di scuola, ma sono andata io verso di loro. Purtroppo passati i primi cinque minuti iniziali dove ti fanno un sacco di domande, dopo se non vai tu loro non vengono... quindi ho tirato fuori coraggio e tutto e ho cominciato a parlare con delle ragazze che mi sembravano simpatiche ahaha poi da li ho fatto amicizia e adesso sono sempre con loro. Ci danno già i compiti a scuola ma diciamo che sono fortunata perché tutto quello che facciamo io l'ho già fatto. La lingua pensavo di trovare molte più difficoltà e invece dopo due settimane sono già molto fluente, capisco tutto perfettamente (io partivo da un livello relativamente alto di comprensione, è stato più facile per me, ma dopo qualche settimana davvero capite tutto). sulla scuola non mi dilungo molto perche come ho detto voglio fare un post dedicato solo alla scuola ahahah. La scorsa settimana ho avuto la prima Skype con genitori e amici e ieri la seconda con i miei. All'inizio sentivo tutti molto spesso per messaggio, adesso lo sento pochissimo perché mi rendo conto di non avere il tempo di stare dietro a tutto e sentirli spesso mi fa sentire di più la mancanza. Skype le ho fatte tutte con molto piacere, è stato strano rivederli e parlarci, ma è stato bello haha. Mi mancano tutti ma per adesso non così tanto da stare male ecco, credo che mi mancheranno di più man mano che il tempo passa. Certo è che stare qui non è facile ma se stessi tutto il tempo a crogiolarmi dicendo che mi manca casa farei meglio a tornare. Ma sto bene qui e cerco di concentrarmi sempre sulle cose positive della giornata, sui piccoli progressi e su i piccoli gesti che a casa davo per scontati ma che qua mi rendono felice. La WEP mi ha inviato per mail il nuovo catalogo e mi fa impressione perché un anno fa io compilavo l'iscrizione al colloquio a quest'oraentre adesso sono qua e mi sto vivendo la mia esperienza. Certe volte non mi sembra vero, mi sembra un sogno ahah. Se qualche futuro Exchange sta leggendo questo blog, non fatevi scrupoli a contattarmi su Facebook (Sara Traversa), rispondo volentieri a tutte le vostre domande, mi ricordo che io ero alla disperata ricerca di qualcuno che andasse in Francia per saperne un po di più ahah. 
vi mando un bacio grandissimo, ci sentiamo presto.

Sara



martedì 1 settembre 2015

#20 Valigia, addii strazianti, primi giorni ed impressioni


beelllaaaaaa rega 

come state? premetto che avrei voluto aggiornare prima ma non ho avuto il tempo, e ora che son qua avrei avuto il tempo ma ho dei problemi col pc e quindi sto aggiornando dal cellulare perché non vedevo l'ora di raccontarvi tutto! 
Ma andiamo con ordine... 
le ultime due settimane le ho passate con i miei amici, da una parte è stato bello e dall'altra un po' meno perché ogni giorno che passavo con loro mi rendevo conto che davvero non avrei più condiviso la mia quotidianità con loro e ciò mi rendeva triste. L'ultima settimana ho fatto i bagagli, o meglio diciamo che io ho scelto la roba e mia madre ha fatto li ha riempiti ahahah l'ultima sera in Italia è stata la peggiore, col mio gruppo di amici siamo andati al bowling, ho cercato di non pensarci per tutta la sera ma al momento dei saluti ammetto di aver pensato di voler restare a casa con loro ahah. Io onestamente prima non pensavo che sarebbe stato così difficile, cioè so non mi aspettavo tutto rose e fiori ma credevo che almeno la parte dei saluti vari e degli ultimi giorni sarebbe stata facile. È vero che non sai quanto è difficile finché non ci sei dentro, perché per quanto tu possa essere preparato , non scherzo quando vi dico che è un salto nel vuoto più totale! Ti sembra di essere pronto, ti sembra di poter dire: "okay, quello che dovevo fare l'ho fatto ora posso andare", ma non puoi. Perché tutto ciò che ti ha circondato per anni, tutto ciò che chiami casa, è dietro di te e tu guardi giù e vedi nero, buio, vuoto. E allora ti chiedi se ne vale la pena, se forse hai sbagliato, se hai preso una decisione toppo in fretta. Guardi i tuoi amici per l'ultima volta, coloro che ci sono stati nel bene e nel male, coloro con cui hai fatto tutto, dalle peggio cazzate e alle cose più semplici come andare al cinema o a prendere un caffè e ti rendi conto che dove sarai gli amici te li devi rifare da capo. Devi mollare la sicurezza che ti danno loro per andare verso qualcosa che non sai se c'è o no, e credetemi che è dura. Io ho pianto, ho pianto perché l'emozione di buttarmi in questa nuova vita in quel momento non ha superato la difficoltà e la tristezza di lasciare i miei migliori amici. Lo so che ci saranno, lo so che quando tornerò sarà tutto come prima, ma alla fine come vi ho detto non è facile, anche se pensate "massi, c'è Skype, whatsapp e tutto" ma poi ci pensi e capisci che ti mancheranno tutte le piccole cose che facevate insieme, tutte le volte che siete andati a scuola insieme, tutte le volte che ti hanno consolata e ascoltata, quindi credetemi non è facile.
La mattina della mia partenza ho salutato la mia migliore amica e ho pianto ovviamente anche li, abbiamo pianto entrambe in realtà ma va bene, ci siamo dette tante cose in quel pianto, non c'era bisogno d'altro. 
E poi, finalmente siamo partiti. 8 lunghe ore di viaggio che ci hanno portati all'hotel dove abbiamo dormito una notte. Ho avuto la mia prima crisi pre partenza, la parte più in basso del grafico dello shock culturale ahahah per un attimo ho pensato "ma chi cazzo me l'ha fatto fare?" e volevo un po andare a casa. Ma poi vabe non sarei tornata a casa per nulla al mondo e alla fine eccomi qua. i miei genitori si sono fermati a pranzo dalla host family e salutarli è stato davvero difficile! penso che sia stata la parte più difficile ma i motivi sono gli stessi che ho scritto su. Sono stata con loro ogni giorno della mia vita e pensare che non sarà così per 10 mesi fa paura perché ti senti perso. ogni volta che avevo un problema chiamavo mamma o papà, mentre adesso lo devo risolvere da sola! Comunque, alla fine sono andati via e in lacrime sono rientrata nella mia nuova casa. La mia host family è meravigliosa, davvero. Mi hanno tenuta occupata finché non ho smesso di essere triste e da lì in poi è sempre andato migliorando. Ovvio che ci sono delle cose che sono ancora difficili ma comunque io qua mi sento a casa. E sono qua da cinque giorni, ma non importa perché davvero mi fanno sentire parte della famiglia ed è bellissimo. Non potevo capitare in famiglia migliore! Col francese va benissimo, capisco tutto e mi esprimo bene, anche se mi mancano delle parole quindi ci metto due minuti per spiegare un concetto certe volte ahahah tipo che dovevo dire che non mi piacciono i carciofi e ho dovuto fare la descrizione ahahah solo che poi ha capito broccoli uffa. l'ho dovuto cercare per farlo capire perché non ero in grado ma vabbè ci sta. Comunque, ieri ero un po' giù, al mattino ero da sola con i miei siblings ma non abbiamo fatto granché quindi sono stata in camera a leggere. Al pomeriggio ho detto alla host mum che ero triste e dato che lei usciva le ho chiesto se potevo andare con lei. Siamo andate a scuola della mia host sister perché la mum è tipo nel consiglio genitori e dovevamo distribuire le calcolatrici, è stato bellissimo giuro!! Ho conosciuto una ragazza simpaticissima che mi ha detto che parlo benissimo francese e che le dispiace che io non vada a scuola li perché sennò avremmo fatto amicizia! mi ha migliorato la giornata hahah dopo questo nulla sono andata al supermercato a fare la spesa e poi sono tornata a casa. Ah, domenica siamo andati ai giardini straordinari ed è stato bellissimo per cui vi lascio qualche foto!! ora scappo che mi devo alzare e fare colazione ahah 
ci sentiamo prestissimo che domani è il primo giorno di scuola, vi racconterò tutto!! Un bacio, a presto!!
Sara

ps: la canzone del giorno è 93 milioni miles di Jason Mraz, cercatela perché non posso mettere link dal telefono.
baci! 









martedì 28 luglio 2015

#19 aggiornamenti random, emozioni, -30!

Beeeellla a tutti regà


si sono due mesi che non aggiorno, sono stata impegnata, non ho avuto tempo, scusatemi tantissimo! Non prometto che non succederà più perché succederà ancora e ancora... tra poco devo uscire e sono in stra ritardo ma se non cominciavo a scrivere probabilmente avrei aspettato direttamente la mia partenza quindi mi sa che vi dovrete accontentare di questa schifezza prodotta in dieci minuti ahah.
Che posso dire? non ho aggiornato anche perché non ho veramente nessuna novità, però oggi e meno trenta e dovevo per forza.
Un mese... arrivata a questo punto non so neanche come sentirmi, sono in preda ad una marea di emozioni. Alcune volte vorrei partire seduta stante, altre volte non vorrei partire affatto. La verità è che ho paura, tanta paura, ma allo stesso tempo il mio cuore va in fibrillazione se penso che il mio sogno si sta per avverare. Sono felice, fiera di me, impaurita, terrorizzata, emozionata... è come avere il ciclo continuamente. I primi weppini sono partiti, chi per l'Australia e oggi il primo per l'America, domani ne partiranno altri e dio, tra poco toccherà a me. Se sono pronta? No, assolutamente no, ma non si è mai veramente pronti. è un salto nel vuoto, è come sporgersi da un dirupo, sapere di voler saltare ma non sapere assolutamente cosa c'è sotto. Si è curiosi, impauriti e non di certo pronti, però sai che quando il momento arriverà dovrai saltare, dovrai chiudere gli occhi e semplicemente lasciarti cadere nella speranza che qualcuno lì sotto ti prenda al volo. O nella speranza di cadere su un panettone della Bauli che tanto sono morbidi.
La mia host family mi sembra davvero carina, sento spesso la hmum ed è sempre disponibile a rispondere a tutte le mie domande, mi aiuta, mi incoraggia e quindi questo mi rende felice. Nella mia città e nella mia scuola ci sarà un altro weppino, yeee. L'ho conosciuto all'orientation, sembra simpatico, e devo dire che ora che so che c'è lui le mie paure sono un po' attenuate perché almeno sono sicura che il primo giorno di scuola non mangerò in bagno da sola come una sfigata. Magari mangerò in bagno lo stesso ma quanto meno non sarò l'unica.
Volete sapere la cosa che mi spaventa di più? Non ridete.... gli insetti. Tutti, qualsiasi cazzo di cosa volante o con delle zampette che mi viene a rompere le palle mi spaventa da morire. Quando ho realizzato che sarò in aperta campagna, ho dovuto comunicare questa notizia alla hmum, la quale mi ha risposto, con mia grande tristezza, che sì, ci sono un sacco di insetti ma almeno non ci sono tante api. Bene ragazzi, vi comunico che passerò il mio anno chiusa in camera e uscirò per andare a scuola con la tuta degli apicoltori.

La canzone del post non ve la lascio perché devo scappare o le mie amiche mi uccidono, i contatti sapete dove sono se avete bisogno. Grazie a tutti quelli che mi leggono, il prossimo post sarà probabilmente quando torno ahahah. (scheeeerzo)

vi amo, un bacio


Sara

lunedì 25 maggio 2015

#18 Orientation, weppini, -96

Beeeeellla regà



Parto subito con il dire che questo post è dedicato a tutti i miei compagni e amici del gruppo di whatsapp e coloro con i quali ho riso o fatto la scema o giocato a carte e alla wep, che ha reso possibili questi tre giorni magnifici e che mi ha dato la possibilità di conoscere tutte queste magnifiche persone. Un ringraziamento speciale però va a Silvia, che mi ha fatta piangere dopo aver letto il suo post e che mi ha dato l'ispirazione per questo. 


Venerdì, sabato e domenica sono stati i tre giorni più belli di quest'anno. Credo di non essermi mai divertita così tanto e credo di aver fatto così tante cose e parlato con così tante persone che probabilmente non basterebbero 10 pagine per descrivere tutto.
Mi sembra ieri che mi sono iscritta al gruppo di facebook creato da Emiliano (ps: grazie Emi!) e mi è venuta la (brillante) idea di creare un gruppo su whatsapp. Eravamo tipo sei all'inizio, poi siamo cresciuti un po' e ci domandavamo se mai saremmo arrivati ad essere 25. Alla fine abbiamo dovuto decidere di non fare entrare più nessuno perché eravamo troppi. Giorno dopo giorno, tra di noi si è creato un forte legame, tale che quando ci siamo ritrovati in stazione a Bologna e poi a Ravenna è stato come se fossimo amici di una vita. Ci siamo abbracciati e stretti come se semplicemente non ci vedessimo da tanto, ci siamo raccontati cose stupide, abbiamo fatto figure di merda insieme come chiamarci per chiedere dov'eravamo per poi scoprire di essere uno dietro l'altro, abbiamo dormito in nove in un bungalow e guardato televendite fino alle tre del mattino, cercando inutilmente di prolungare il tempo insieme, perché più tardi si andava a dormire e più tempo si passava a ridere e scherzare. Come ha scritto Silvia, ci siamo mostrati per chi siamo veramente, senza paura di essere giudicati perché i difetti erano una cosa su cui scherzare su. Credo di non avere abbastanza parole per descrivere come mi sono sentita, in mezzo a trenta persone con cui avevo solo e soltanto parlato per messaggio e neanche in modo diretto, persone che normalmente avrei considerato estranee ma che poi sono corsa ad abbracciare non appena le ho viste e che quando ho dovuto salutare per l'ultima volta mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi. Per una volta, non ho sentito mai il bisogno di mettere le cuffiette ed ascoltare la musica prima di andare a dormire, non ho sentito il bisogno di allontanare qualcuno da me, anzi, non vedevo l'ora di poter passare un po' di tempo con ognuno di loro. Ed era bello, vedere nei loro occhi le mie stesse speranze, le mie stesse paure, le mie preoccupazioni, le mie gioie, era bello ridere per delle cavolate, prenderci in giro senza che nessuno si offendesse, era bello persino prendere in giro la tizia dei gelati perché Renato era convinto che fosse strana perché quando dava il gelato sorrideva e poi tornava seria immediatamente.
Era bello ridere per i loro accenti, per il romano di Andrea e Gaia, il napoletano di Pier e Anto, il bergamasco di Davide e Alice, il non-accento di Silvia e Simona, l'erre moscia di Tommaso e potrei davvero andare avanti per mesi.
Ci tengo, anche io, a ringraziarvi per questi giorni, perché senza di voi non sarebbe stata la stessa cosa. Di certo non è stato un addio, ma un arrivederci, perché vi devo rivedere e in ogni caso alla prossima orientation saremo noi i Wep Buddies ahahah.
Grazie di cuore a tutti, perché avete contribuito a rendere la mia esperienza già bellissima, e avete creato dei ricordi indelebili. Moltissime cose le dimenticherò ovviamente, ma comunque vi porto nel cuore tutti quanti. Quando saremo in difficoltà, quando sarete in difficoltà, pensate sempre che non siete soli e che da qualche parte nel mondo, che sia con le pecore o che sia a mangiare baguettes o che sia ad abbuffarsi di hamburger e patatine, c'è qualcuno che vive la vostra stessa situazione e per questo non saremo mai soli.
Tommaso, Simona, Silvia, Gaia, Emanuele, Renato, Pier, Antonietta, Fulvio, Chiara (vedrai il Signore, non preoccuparti ahah), Davide, Andrea, tutte e due le Alice, Cristina, Emiliano (bionatura ti aspetta), Irene, Matilde, e chiunque io abbia dimenticato in questo elenco che mi sembra una cosa funebre, grazie e buon viaggio.
Vi penso, vi voglio bene, mi mancate.
ps: piccoli e Nicola nuova zelanda sono stati la gioia più grande. (Silvia questo è per te ahah)
pps: i succhetti (o succhini) ormai sono la mia vita (tommaso grazie)

Con amore,

Sari









Buon viaggio, Cesare Cremonini.

domenica 15 marzo 2015

#17 hfamily amorevole, orientation, domeniche cupe, voglia di partire

A momenti è più lungo il titolo del post che voglio scrivere, perdonatemi.

BEEEELLLA REGA'
come state? non aggiorno da un po', maaa purtroppo non avevo e non ho tutt'ora troppe novità.
prima di tutto voglio ringraziarvi per le 1338 visualizzazioni al blog, per me è davvero importante perché vuol dire che c'è qualcuno che legge davvero le minchiate che scrivo e ciò mi rende felice.
Quando ho aperto questo blog non sapevo nemmeno se i miei genitori avrebbero detto si, eppure ora eccomi qui, ho già persino la famiglia e tra 68 giorni ho l'orientation.
Ho parlato qualche volta con l'hmom, con l'hdad una volta sola e davvero mi sono sembrati stupendi. L'hmom ha detto che vuole che le insegni tutte le cose dell'italia e vuole insegnarmi a fare le costruzioni che fa lei (gioielli, robe di porcellana). E' fantastica ahah.
Anyway, ORIENTATION.
Non so se l'ho già detto, non penso, ma comunque si svolgerà a Ravenna allo Spina Village, sul mare in pratica. Io non vedo l'ora anche perché sul gruppo di whatsapp siamo davvero tantissimo legati e quindi non vedo l'ora di vederli tutti. Sono persone stupende e io non potrei che essere più felice di cosi di averli conosciuti.
Poi sono emozionata perché vuol dire che mancherà davvero poco alla mia partenza e non vedo l'ora di svolgere tutte le attività organizzate dalla Wep.
Oggi è domenica e io mi annoio perché fa brutto e freddo e voglio l'estate. E voglio partire. Davvero io ho una voglia matta di partire, di buttarmi in questa nuova esperienza che mi riempirà di emozioni, vorrei far volare questi cinque mesi e semplicemente partire. Sono davvero fiera di me per aver fatto questa scelta, sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di mollare tutto. E' da quando sono piccola che sogno di mollare tutto e andarmene nell'ignoto diciamo e il fatto di esserci quasi riuscita mi riempie di orgoglio. So per certo che non sarà un'esperienza facile e lo voglio dire a tutti quelli che vorrebbero partire, tutti quelli che partiranno con me e a chi non ha ancora deciso: non sarà facile. Sento ogni giorno di ragazzi che pensavano di partire a fare un viaggio con mille aspettative, pensando di trovarsi come a casa e poi puntualmente si vivono tutto male perché è chiaro che non è stato come le aspettative. So che uno si fa mille film mentali e sarei ipocrita a dirvi che non me li faccio perché io sto ore ed ore ad immaginarmi come sarà quando sarò là, ma il più del tempo cerco anche di pensare e di essere convinta che andrò in contro a parecchie difficoltà e che sarà proprio questo il bello di fare quest'esperienza: farcela da soli.
Detto ciò, vi lascio con una canzone che è: In my veins -Andrew Belle
Visitate i blog degli altri exchange che partiranno con me, in particolare del mio socio non che bfffevah Tommaso Crestani che va in Scozia ee il canale youtube della Silvia (Exchange Yourselves), se partite con WEP l'anno prossimo iscrivetevi al gruppo e aspettatevi prossimamente l'apertura del mio canale youtube tutto dedicato al mio anno.
MMMMMBACIUZ, VE SE AMA.

Sari

lunedì 2 febbraio 2015

#16 "Normali pomeriggi" -HOSTFAMILY!

Era un normale pomeriggio di febbraio, la protagonista stava tranquillamente studiando tedesco quando ad un tratto il suo telefono comincia a suonare. Non riconoscendo il numero, decide di non rispondere, ma un dubbio sorge in lei: e se fosse l'associazione con la quale partirà per un anno all'estero?
Cerca il numero su internet e si rende conto di avere ragione, dubbiosa si domanda che cosa possano volere da lei: e se fosse che non la vogliono più far partire? O magari le hanno trovato una famiglia...
Entra su whatsapp e manda un messaggio a sua madre, che le comunica che una famiglia l'ha scelta.


OK STOP.
HO LA FAMIGLIA. VI RENDETE CONTO? HO.LA.FAMIGLIA.
Ero convinta che sarei stata orfana fino al giorno prima della mia partenza (TOMMO <<3), ma in realtà sono stata penso la prima a riceverla.
Non ho ancora avuto modo di trovarli su facebook o di contattarli, ma starò in un paesino di 685 anime nei pirenei, Les Pujols, a 40km da Tolosa, circa.
Sembrano una famiglia dolcissima, o almeno mi danno quell'impressione. La mamma è psicologa e il papà insegnante di francese, hanno tre figli: una di 14 anni, uno di 12 e uno di 10.
Abbiamo un sacco di interessi in comune, sono sportivi e creativi e hanno due gatti, dei conigli e delle galline ahah. La casa è grande e avrò una cameretta tutta mia!
Andrò a scuola in un paesino attaccato a Les Pujols ed è una specie di liceo scientifico diciamo ahah studiano cose molto interessanti!
Non vedo l'ora di parlare con loro e spero che tutto vada per il meglio, sono molto contenta di aver ricevuto la famiglia!
Dato che non ci ho ancora parlato non ho molto da dire, ma prometto che vi aggiornerò al più presto!
Un'ultima cosa: pensavo di aprire un canale youtube, ma non ne sono molto sicura, volevo fare il primo video oggi dato che Tommaso (myscottishcupoftea -cliccate sul nome e passate al suo blog, va in Scozia ed è tipo il mio bff) ci teneva tanto ma poi era buio e c'è poca luce, quindi Tommo perdonami, lo sai che ti voglio tanto bene comunque :*
La canzone di oggi è: centuries -Fall Out Boy
soliti contatti: ask - facebook - twitter 
gruppo weppini facebook: Exchange Students Wep 2015/2016

vi lascio qualche foto di Tolosa e Les Pujols sotto, a prestissimo!
vi amo, grazie per le oltre mille visualizzazioni! <3

Sara, che finalmente sa dove andrà.









giovedì 22 gennaio 2015

#15 Italy, the Extraordinary Commonplace.

Partirò da qui, dal mio piccolo paese sfigato in provincia di Cuneo, tra otto mesi, forse meno.
Partirò da qui innamorata della mia Italia, del mio essere italiana, dei miei usi e dei miei costumi. Innamorata della mia cultura che ha tanto da offrire e niente da invidiare, partirò da qui come quella che si stupisce ogni giorno della bellezza dello stato in cui vive, che ha imparato ad apprezzare giorno dopo giorno, amandolo ed accettandolo sempre di più.
Parto da qui come una diciassettenne che legge Tolstoj, che ama i monumenti, l'architettura, l'arte, la musica, come una ragazzina che guarda a bocca aperta il mondo in cui è capitata.
La disprezziamo ormai, quest'Italia che sembra non avere niente da offrire, che sembra urlare a tutti di scappare più in fretta possibile: io non scappo.
Pensiamo allo Stivale e la prima cosa che ci viene in mente è la pizza, o la mafia. Ci vengono in mente i gesti che compiamo quando parliamo, il calcio, le innumerevoli parolacce, Berlusconi, la pasta, il vino.
Ma cosa c'è oltre a questo? Cosa offre questo Paese oltre gli stereotipi? Cos'ha di bello?
Tutto.
Io se penso all'Italia penso a Dante, a Boccaccio, Petrarca, Leopardi, il Colosseo, Roma, Michelangelo, Leonardo, Pompei, Venezia, Pisa, Firenze, la Cappella Sistina e potrei farne una sfilza infinita. Ci pensate, voi? A tutto il bello che ci offre la nostra Italia?
Perché io la amo, io personalmente ci voglio vivere qua, voglio crescerci i miei figli, voglio trovare un lavoro, voglio essere soddisfatta e voglio farlo qua. Voglio girare il mondo e dire: "Comunque come l'Italia niente", voglio urlare a gran voce a tutti che sono italiana e non essere derisa, non voglio sentire "Berlusconi! Mafia! Pizza", no vaffanculo, voglio sentire "Dante, Colosseo, Venezia", voglio sentire l'invidia delle persone che queste cose le possono solo vedere, noi invece le possediamo. Voglio guardarmi intorno e vedere gli italiani guardare con occhi innamorati tutto quello che hanno, voglio che lo apprezzino, che lo valorizzino. Voglio innamorarmi ogni giorno del mio Paese, e sottolineo mio perché mi appartiene. E' nostro, tutto questo. Nostro e di nessun altro, e nessun altro può toccarlo.
Parto da qui come un innamorato che lascia la persona amata con dell'amaro in bocca, sperando che mentre è via questa cambi idea, torni. Sperando che durante il periodo di divisione ci si renda conto di quanto si vale e di quanto sia importante stare uniti, avere fede e farsi forza.
Lascio il mio porto sicuro, la mia casa, ma spero di poter tornare e riprendere la mia storia d'amore con più passione, più stabilità.
Non abbiamo perso in partenza, l'Italia non è persa, l'Italia ha appena cominciato a giocare, l'Italia è ancora tutta da vivere. Abbiamo 154 anni di Unità alle spalle, gli altri Paesi più del triplo, noi abbiamo appena cominciato. Noi ci stiamo assestando, siamo un cantiere con i lavori in corso, è un cammino difficile ma comincia da noi. Noi lo dobbiamo portare avanti, scappare non risolve i problemi.
Io non scappo, io esploro, imparo, capto, miglioro. Faccio quest'esperienza perché la Francia mi ha lasciato un segno ogni volta che ci sono stata, perché mi ha colto di sorpresa, perché io voglio viaggiare e voglio vedere da vicino com'è vivere lontano da casa.
Parliamo tutti del nostro Paese ospitante, chi dell'America, dell'Australia, Inghilterra, Irlanda, Canada. Ma dell'Italia non parla nessuno, di casa non parla nessuno.
L'Italia è il paese delle meraviglie, l'Italia vale. Non dimenticatevelo. Partite, esplorate, scoprite, imparate e poi tornate se potete e miglioriamo insieme. Questo Paese è tutto da amare, ha tanto da offrire. Bisogna solo vederlo. Credeteci, crediamoci.

Italy, the Extraordinary Commonplace.


all'Italia, la mia culla, la mia casa, il mio primo grande vero amore.


Sara.

martedì 20 gennaio 2015

#14 Non sono ancora morta, giuro

Beeeeella, soci
Come state?
Io sono viva, giuro che sto bene, non ho avuto un cavolo di tempo per aggiornare, im sorry
colgo l'occasione per augurarvi un buon anno, con un mesetto di ritardo ma direi che mi potete perdonare ahaha se ci pensate, per molti di voi (e per mee, yayyy), questo sarà l'anno della nostra vita.
Tra sette mesi partiamo raga, ci credete? Cioè, cazzo, tutto quello che voglio da anni si avvererà tra sette mesi. In questi mesi succederà di tutto, okay è vero, devo affrontare un sacco di cose, ma mi sento davvero vicina all'inizio di quest'esperienza che mi cambierà la vita.
E' così lontano ma allo stesso tempo sembra vicino...
Comunque, a Natale sono andata in Marocco, nel deserto eeee niente mi son divertita un sacco, ora la scuola mi uccide e sto letteralmente contando i giorni che mancano all'orientation ahahah
O alle vacanze di carnevale, o di pasqua, o direttamente all'estate... che palle.
Ho già esaurito le cose da dire, la mia vita è leggermente monotona e questo post fa schifo perché non ho nessun'idea, amen perdonatemi. Era solo per farvi vedere che ero ancora viva ahaha
Stavo pensando che magari potrei aprire un canale youtube, dato che di vlog di gente che va in Francia io non ne ho ancora visti ahaha che ne dite?
Credo di aver finito, ho fatto il post più corto della storia, rimedierò ahhaha.

Canzone del giorno: People help the peole -Birdy
soliti contatti: ask, twitter, facebook (ditemi che seguite il blog che vi accetto tutti)

a presto, mille baciii

Sara.