#15 Italy, the Extraordinary Commonplace.

Partirò da qui, dal mio piccolo paese sfigato in provincia di Cuneo, tra otto mesi, forse meno.
Partirò da qui innamorata della mia Italia, del mio essere italiana, dei miei usi e dei miei costumi. Innamorata della mia cultura che ha tanto da offrire e niente da invidiare, partirò da qui come quella che si stupisce ogni giorno della bellezza dello stato in cui vive, che ha imparato ad apprezzare giorno dopo giorno, amandolo ed accettandolo sempre di più.
Parto da qui come una diciassettenne che legge Tolstoj, che ama i monumenti, l'architettura, l'arte, la musica, come una ragazzina che guarda a bocca aperta il mondo in cui è capitata.
La disprezziamo ormai, quest'Italia che sembra non avere niente da offrire, che sembra urlare a tutti di scappare più in fretta possibile: io non scappo.
Pensiamo allo Stivale e la prima cosa che ci viene in mente è la pizza, o la mafia. Ci vengono in mente i gesti che compiamo quando parliamo, il calcio, le innumerevoli parolacce, Berlusconi, la pasta, il vino.
Ma cosa c'è oltre a questo? Cosa offre questo Paese oltre gli stereotipi? Cos'ha di bello?
Tutto.
Io se penso all'Italia penso a Dante, a Boccaccio, Petrarca, Leopardi, il Colosseo, Roma, Michelangelo, Leonardo, Pompei, Venezia, Pisa, Firenze, la Cappella Sistina e potrei farne una sfilza infinita. Ci pensate, voi? A tutto il bello che ci offre la nostra Italia?
Perché io la amo, io personalmente ci voglio vivere qua, voglio crescerci i miei figli, voglio trovare un lavoro, voglio essere soddisfatta e voglio farlo qua. Voglio girare il mondo e dire: "Comunque come l'Italia niente", voglio urlare a gran voce a tutti che sono italiana e non essere derisa, non voglio sentire "Berlusconi! Mafia! Pizza", no vaffanculo, voglio sentire "Dante, Colosseo, Venezia", voglio sentire l'invidia delle persone che queste cose le possono solo vedere, noi invece le possediamo. Voglio guardarmi intorno e vedere gli italiani guardare con occhi innamorati tutto quello che hanno, voglio che lo apprezzino, che lo valorizzino. Voglio innamorarmi ogni giorno del mio Paese, e sottolineo mio perché mi appartiene. E' nostro, tutto questo. Nostro e di nessun altro, e nessun altro può toccarlo.
Parto da qui come un innamorato che lascia la persona amata con dell'amaro in bocca, sperando che mentre è via questa cambi idea, torni. Sperando che durante il periodo di divisione ci si renda conto di quanto si vale e di quanto sia importante stare uniti, avere fede e farsi forza.
Lascio il mio porto sicuro, la mia casa, ma spero di poter tornare e riprendere la mia storia d'amore con più passione, più stabilità.
Non abbiamo perso in partenza, l'Italia non è persa, l'Italia ha appena cominciato a giocare, l'Italia è ancora tutta da vivere. Abbiamo 154 anni di Unità alle spalle, gli altri Paesi più del triplo, noi abbiamo appena cominciato. Noi ci stiamo assestando, siamo un cantiere con i lavori in corso, è un cammino difficile ma comincia da noi. Noi lo dobbiamo portare avanti, scappare non risolve i problemi.
Io non scappo, io esploro, imparo, capto, miglioro. Faccio quest'esperienza perché la Francia mi ha lasciato un segno ogni volta che ci sono stata, perché mi ha colto di sorpresa, perché io voglio viaggiare e voglio vedere da vicino com'è vivere lontano da casa.
Parliamo tutti del nostro Paese ospitante, chi dell'America, dell'Australia, Inghilterra, Irlanda, Canada. Ma dell'Italia non parla nessuno, di casa non parla nessuno.
L'Italia è il paese delle meraviglie, l'Italia vale. Non dimenticatevelo. Partite, esplorate, scoprite, imparate e poi tornate se potete e miglioriamo insieme. Questo Paese è tutto da amare, ha tanto da offrire. Bisogna solo vederlo. Credeteci, crediamoci.

Italy, the Extraordinary Commonplace.


all'Italia, la mia culla, la mia casa, il mio primo grande vero amore.


Sara.

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