#25 "Il senso del viaggio è la meta, il richiamo..."

Beeeellla rega, 


che figo non essere in ritardo. Buona lettura, spero che i miei pensieri contorti vi piacciano. 
Una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per riflettere su te stesso e sugli altri. Dopo due mesi, ti rendi conto di quanto tu sia già radicalmente cambiato, magari esteriormente sei lo stesso, ma dentro è un macello. Sei travolto da un numero enorme di emozioni sconosciute che ti portano a scoprire lati del tuo carattere di cui non sapevi minimamente l'esistenza o ti porta semplicemente a capire meglio chi sei e cosa vuoi. O cosa non vuoi. Sicuramente, essere un Exchange student non è facile e la cosa più difficile, o una delle tante, è restare positivi nei momenti peggiori. Quando vorresti solo scappare a casa da mamma e papà o vedere i tuoi amici di una vita perché semplicemente un giorno ti svegli e ti rendi conto che anche se è tutto perfetto e bellissimo, hai bisogno delle persone che hai avuto accanto per la maggior parte o per tutta la tua vita fino a quel momento. Io prima di partire pensavo che mollare tutto e andare via fosse un salto nel vuoto, che non avrei saputo cosa mi aspettasse fino al momento in cui non sarei arrivata, ma non è così. Ogni giorno qua è un salto nel vuoto, ogni giorno ti svegli e non hai idea di cosa ti aspetti, di chi incontrerai, di chi ti mancherà. Non hai idea se sarai triste o homesick o felice da morire. E scendere dal letto, dal tepore delle coperte, equivale a saltare dalla cima del dirupo. 
Siamo dei pazzi, noi Exchange. Dei pazzi masochisti, perché andiamo, solo un pazzo mollerebbe tutto per andare in un posto completamente sconosciuto, con degli estranei, in un nuovo ambiente con una nuova lingua. È una pazzia, ma alla fine, se c'è una cosa di cui sono sicura ora più che mai, è che sono le piccole cose a contare veramente, quelle a cui generalmente non diamo peso perché sono scontate. Alla fine di una giornata, bella o brutta che sia, sono i dettagli che mi tornano in mente. Sono i piccoli gesti di cui mi ricordo: un mi manchi da una mia amica alle 7 del mattino, un ti voglio bene dalla mamma, un messaggino da mia sorella che mi ha fatto ridere, un abbraccio da un'amica qui, un complimento di un professore, una risata con la mia famiglia ospitante. Magari non mi ricorderò i nomi di tutte le persone che ho conosciuto, ma sicuramente mi ricordo di tutte quelle che nel loro piccolo stanno contribuendo a rendere quest'esperienza quella che è e quindi a rendere me la persona che spero di diventare. 
All'inizio vi ho detto che una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per te stesso. Mi sento di dirvi però che il tempo è anche il nostro peggior nemico. Perché ogni salto che fai giù dal dirupo è un passo verso la fine di questo meraviglioso viaggio che sono fiera di aver intrapreso. Questo viaggio che mi sta rendendo consapevole, migliore, che mi sta arricchendo in tutti i sensi e che soprattutto, mi sta facendo capire l'importanza di ciò che ho. E si, forse essere sempre positivi non è facile, quando daresti un rene solo per poter prendere un caffè con un'amica o un abbraccio da mamma e papà vi giuro che non è facile restare positivi ma alla fine, se ci riesci, la ricompensa è grandiosa. Perché ci sarà qualcosa durante quella giornata che ti sembra andare uno schifo, che ti ricorderà del perché hai scelto di fare quest'esperienza, del perché sei dove sei, qualcosa che magari farà diventare la tua giornata una delle migliori. Perché sono i piccoli gesti che contano. Per cui, se siete nuovi Exchange e non sapete se partire, io vi dico di chiudere gli occhi e saltare giù dal dirupo.Anche se è buio, anche se avete paura di trovare i cactus al fondo, non abbiate paura di pungervi: crescerete. Imparerete qualcosa comunque, ed è dalle delusioni che si impara di più, dagli errori. E magari, mentre starete sanguinando, troverete qualcuno che vi metterà un cerotto con gli elefantini e magari sarà la persona con cui dividerete la vostra vita, o diventerà la vostra migliore amica/il vostro migliore amico, o semplicemente un estraneo di cui racconterete ai vostri amici a casa. Per cui se avete questa mezza folle idea, pensateci, prendete il vostro tempo per riflettere e poi fatelo. Buttatevi. Restare nella "comfort zone" non vi farà crescere e maturare come quest'esperienza unica. E se partite, vivetevi tutto. Non rinunciate a niente, condividete tutto con la vostra famiglia ospitante e la vostra famiglia a casa e i vostri amici. Non privatevi di alcune cose solo perché avete paura, ogni attimo è unico. E credetemi, nel bene e nel male, è la miglior esperienza che si possa fare. 
Un'italiana fiera nel paese della baguette,

sempre vostra. 

Commenti

  1. Hey ciao! Mi chiamo Agata e sono un'Exchange student negli Stati Uniti. Anche io sto scrivendo un blog sulla mia esperienza, è in inglese ma se ti va di andare a leggerlo questo è il sito https://lifeofaforeignexchangestudent.wordpress.com/
    Mi piace il tuo blog, sei molto divertente quando scrivi, complimenti e buon proseguimento della tua esperienza!! :)

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    Risposte
    1. ciao! grazie mille per i complimenti, passerò sicuramente a leggere!
      buon proseguimento anche a te!

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