mes lecteurs

giovedì 31 dicembre 2015

#28 Cara me, buon anno.

Cara me,

anche quest'anno siamo giunte alla fine. Anche quest'anno grandi propositi non ne hai avuti, così come non ne avrai per l'anno che comincia. Hai deciso che i buoni propositi sono una stronzata per far vedere agli altri che vogliamo fare le cose, senza poi farle davvero. Un po' come quelli che ogni giorno dicono "da lunedì comincio palestra" ma in palestra non ci vanno mai. 
Quest'anno è stato l'anno dei grandi cambiamenti. Sei partita, hai mollato tutto e sei andata via per fare quello che volevi e ci stai riuscendo, perciò sono fiera di te. Quest'anno sei cresciuta, hai imparato tante cose e sei migliorata, ma hai ancora tanta strada da fare. 
Quest'anno è stato l'anno dei "di più". Hai avuto più coraggio, ti sei amata di più, hai amato di più, hai perdonato di più, hai parlato di più, hai studiato di più, hai scritto di più. 
È stato l'anno delle prime volte: prima volta senza mamma e papà, prima volta senza le tue amiche, prima vacanza da sola con le amiche. Ma è stato l'anno delle seconde e delle terze occasioni che hai dato a tutti. Anche a te stessa un po'. Hai imparato che dalle persone che non ti aspetti puoi avere tanto e che quelle da cui ti aspetti qualcosa non ti danno nulla. quest'anno hai imparato a dire basta. Hai imparato che se qualcosa ti fa star male è meglio allontanarla, che le relazioni si fanno in due e che non puoi cambiare per gli altri. Hai imparato che la distanza è un ostacolo fisico, ma che il tuo cuore sarà sempre con chi ti vuole bene. Hai imparato a distinguere le amicizie vere dalle conoscenze, hai capito un po' di più chi ti vuole bene davvero e chi no. 
Insomma quest'anno siamo cresciute, siamo migliorate, abbiamo fatto casini, ci siamo ubriacate fino a non capire nulla, abbiamo riso fino a non avere più fiato, abbiamo pianto, siamo state male, ci siamo rialzate, abbiamo abbassato i muri e lasciato entrare più persone, ci siamo sentite forti, abbiamo sorriso e abbiamo sentito la mancanza di qualcuno. E ti volevo dire che mi dispiace per tutto ciò che non abbiamo fatto, per le lacrime che hai versato per chi non ne merita manco mezza, per il tempo che hai perso dietro persone che non hanno speso neanche un secondo a pensare a te. Mi dispiace che tu non abbia ancora capito quanto vali e che tu non sappia ancora cosa vuoi fare. Mi dispiace che tu abbia mollato atletica ma sono fiera di te per aver preso quella decisione che ti ha portata a stare meglio. Alla fine ce l'abbiamo fatta, siamo arrivate alla fine e domani comincia un'altra gara. Vivi di più da domani, fregatene di più, fatti meno problemi, perdi meno tempo, pensa più a te stessa, amati di più, magari vacci davvero in palestra. Non avere grandi propositi ma se decidi di fare una cosa falla fino infondo. Divertiti. Ubriacati. Ama. Studia. Lasciati andare. 

Ti voglio bene. 
con affetto,
me. 


ps: buon anno anche ad ogni singola persona che segue e legge questo blog, siete sempre di più o pure se siete sempre gli stessi sappiate che vi adoro e che se non ci foste voi a leggermi non sarebbe la stessa cosa. Buon anno anche se quest'anno per voi magari non è stato facile, buon anno se siete in Italia e non sapete se partire. Buon anno anche a tutti i miei amici che mi leggono e alla mia famiglia, mi mancate e il prossimo capodanno lo faremo finalmente insieme. 
Buon anno anche a tutti gli Exchange students, soprattutto ai miei compagni di viaggio, buon anno a voi pure se siete disperati perché stasera starete magari a casa con "Netflix and chill" ma buon anno anche a quelli che vanno a "un semplice party,niente di che" (Tom).
Insomma, buon anno a tutti quanti, e che il 2016 sia l'anno dei "di più" per tutti quanti. Ora questo libro lo possiamo chiudere e siamo pronti ad aprirne un altro. Magari insieme. 
Sempre vostra,

Sara. 

Fotine di Natale e non solo: 






mercoledì 23 dicembre 2015

#27 "Buon" Natale

Ci sono momenti, tipo adesso, in cui mi chiedo veramente che cazzo sto facendo. In cui voglio solo tornare a casa perché qua sto bene ma non sono al top. Perché sono felice ma non felicissima. Perché adoro la mia famiglia ospitante ma non è la mia famiglia. Perché domani è la vigilia di Natale e pure se ho festeggiato pochi Natale nella mia vita, in questo momento se potessi schioccare le dita e teletrasportarmi a casa lo farei. E se Babbo Natale esistesse gli chiederei di portarmi a casa. Perché è uno di quei momenti in cui andare a casa ti sembra l'unica soluzione, uno di quei momenti di cui la WEP ci aveva tanto parlato, quelli che ci portano a sfidare noi stessi, ad avere 1000 ragioni per tornare a casa ma averne una per restare qua e attaccarsi a quella. Perché alla fine si tratta solo di questo, hai 1000 ragioni per tornare a casa eppure una sola basta per farti restare lì. E sapete io sono lì che penso e ripenso e mi scervello e poi mi arriva un messaggio di una ragazza che neanche conosco così bene, con cui non ho mai parlato praticamente che mi invita ad andare a sciare con lei le prossime vacanze perché sa che mi sento sola in vacanza. E che mi dice che quando mi sento sola devo pensare che quest'occasione è unica nella vita e non la riavrò altre mille volte. Ed eccola lì la mia ragione, ecco perché amo stare qui. Perché adoro le persone, adoro i miei amici, adoro il fatto che siano tutti sempre così gentili e che ci siano per me pure se non mi conoscono. Adoro poter contare su un sacco di gente e sapere che sono quasi tutti amici veri... e allora alla fine lo so bene perché sono qua, lo so bene che la mia amica, perché ormai la posso chiamare così, ha ragione: è unica quest'occasione. E magari vaffanculo io a sciare ci vado pure se non son capace, perché qualcosa dovrò pur farlo prima o poi! e sapete, alla fine sono queste le soddisfazioni di quest'esperienza, che stai male ma basta una piccolissima cosa per farti ripartire a 1000. E anche se non ho tanta voglia di festeggiarlo qua il Natale, domani mi sveglierò e sarò contenta di essere qui perché alla fine è un giorno come un altroe io sono felice lo stesso. 
Buon Natale a tutti, vi mando un grosso bacio e un forte abbraccio.
Sempre vostra,

Sara

domenica 6 dicembre 2015

#26 100 (not so) happy days!

Beeella regà


eh si, mi tocca ammetterlo. Non son sempre stata felice qui, e questo è il mio blog, il mio diario, ed io ho scelto di essere onesta con voi. Quindi no, sono sono sempre felice, non è tutto rose e fiori, non ci sono solo lati positivi. Però son arrivata fin qui, un terzo della mia esperienza, 200 giorni da vivere prima di tornare a casa.
Sinceramente, non so molto bene di cosa parlarvi in questo post, ma ci tenevo a scriverlo perché è un piccolo traguardo. Comunque nel complesso sono felice, non voglio che pensiate che vivere all'estero sia una passeggiata ma non è neanche qualcosa di insostenibile. Penso che il trucco sia restare positivi, e credetemi: la curva di adattamento della wep vi salverà la vita. Ci saranno giornate in cui vi sveglierete e sarà tutto fighissimo, andate a scuola tutti felici e poi tornate a casa e bam, è come se qualcuno vi desse un enorme schiaffone in faccia. Avrete solo voglia di piangere e di andare a casa ed è lì che dovete tirare fuori la positività: piangete, sfogatevi, parlatene con la vostra famiglia ospitante, loro sono lì per voi, e poi pensate a tutte le cose belle, i bei momenti, i dettagli positivi della vostra giornata e vedrete che vi spunterà il sorriso. Comunque, la curva di adattamento della Wep, portatela con voi. Guardatela ogni tanto perché non potrebbe essere più azzeccata di così; nella prima fase, che consiste in generale nelle due/tre settimane conseguenti al vostro arrivo, il sentimento che dominerà sarà l'eccitazione. Ogni cosa sarà bellissima, sarete per la maggior parte del tempo super emozionati; dopo questo primo periodo ecco che arriva il primo schiaffo: lo shock culturale. Io personalmente non pensavo di attraversare questa fase per via della vicinanza tra Francia e Italia, ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo. Purtroppo lo schiaffo è arrivato anche a me, magari non ha fatto così male ma l'ho sentito ahaah. Il modo migliore per passare questa fase è sicuramente smettere di pensare che le differenze che troverete nel vostro paese ospitante siano sbagliate o che le cose in Italia siano migliori, perché altrimenti resterete bloccati nelle vostre convinzioni e vi assicuro che le cose saranno ancora più difficili. Cercate semplicemente di pensare che è diverso, né migliore né peggiore, semplicemente diverso. Poi ovvio, potete esprimere il vostro parere, che sia critico o meno: ci saranno cose che preferirete nel vostro paese ospitante e cose che preferirete in Italia. Ma prima, convincetevi che sia semplicemente diverso e che può essere apprezzato lo stesso. Dopo questo schiaffo, ecco un "bel" periodo: la wep lo chiama "adattamento superficiale" e penso, per quanto riguarda la mia esperienza, che non potrebbe essere più azzeccato di così. Cominci ad abituarti alla routine quotidiana, alla scuola, torni ad essere entusiasta e vedrai le cose da un punto di vista positivo. In generale è il periodo che va da ottobre a dicembre, ma beh, siccome è dall'inizio che vi rompo le palle dicendovi di non illudervi perché non è tutto rose e fiori beh, ecco il secondo schiaffo, che per quanto mi riguarda è quello che ha fatto più male ahah. Dicembre è appena cominciato e la mia instabilità emotiva è tornata a bussar forte alla mia porta esattamente il 1 del mese.
"Ciao, sono l'instabilità, ti sono mancata? E' da un po' che non venivo a farti visita" mi ha detto, e poi siccome è violenta come poche, mi ha dato un pugno. Fantastico, no?
Comunque, sta di fatto che da quando abbiamo fatto l'albero di natale, sono entrata in quel periodo che la Wep chiama "Frustrazione". Bene, passatemi il francesismo, ma frustrazione sto par di palle. Non saprei neanche che nome dare a questo periodo perché è talmente fastidioso e strano che è indescrivibile. Maschi, preparatevi, proverete finalmente sulla vostra pelle cosa sentiamo noi donne quando abbiamo il ciclo. Donne, beh, mi spiace per voi ma per me è come avere il ciclo h24. Sarete irritabili, stanchi di tutto, capricciosi, annoiati, eccitati per la più minima cosa, entusiasti, e tanto, ma tanto, ma tanto homesick. (Regà voglio sottolineare che io sto generalizzando a partire da ciò che sto vivendo io, ogni esperienza è diversa quindi non è detto che viviate tutti la stessa cosa ecco, quindi non scoraggiatevi!). Apparentemente poi, la Wep parla di "adattamento reale" ma siccome io non l'ho ancora provato non posso parlarvene ma state tranquilli che lo farò presto. Lasciamo giusto passare le vacanze di Natale e gennaio, dopo di che vedremo.
Comunque nel complesso su 100 giorni, sono stata davvero triste credo 10 giorni, quindi direi che il 90% fino ad ora è stato positivo. Non scoraggiatevi, davvero, io lo ripeterò fino alla morte: ne vale la pena. Anche se dopo 100 giorni senza vedere la mia famiglia e senza uscire con le mie amiche, vi posso dire che è dura essere sempre positivi. Io sono una persona ottimista di natura, per cui per me è forse un po' più facile, ma a volte sono davvero abbattuta. La cosa bella credo che sia poi scoprire che anche nei giorni no ci sono momenti che cancellano tutto il buio di quella giornata (tipo, il ragazzo che ti piace che ti scrive....e ho detto tutto!)
Vi saluto, vi abbraccio forte, e mi raccomando iscrivetevi tutti e partite che ne vale la pena!
mmmmmmmmmbaciuz

Sara.