mes lecteurs

domenica 8 novembre 2015

#25 "Il senso del viaggio è la meta, il richiamo..."

Beeeellla rega, 


che figo non essere in ritardo. Buona lettura, spero che i miei pensieri contorti vi piacciano. 
Una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per riflettere su te stesso e sugli altri. Dopo due mesi, ti rendi conto di quanto tu sia già radicalmente cambiato, magari esteriormente sei lo stesso, ma dentro è un macello. Sei travolto da un numero enorme di emozioni sconosciute che ti portano a scoprire lati del tuo carattere di cui non sapevi minimamente l'esistenza o ti porta semplicemente a capire meglio chi sei e cosa vuoi. O cosa non vuoi. Sicuramente, essere un Exchange student non è facile e la cosa più difficile, o una delle tante, è restare positivi nei momenti peggiori. Quando vorresti solo scappare a casa da mamma e papà o vedere i tuoi amici di una vita perché semplicemente un giorno ti svegli e ti rendi conto che anche se è tutto perfetto e bellissimo, hai bisogno delle persone che hai avuto accanto per la maggior parte o per tutta la tua vita fino a quel momento. Io prima di partire pensavo che mollare tutto e andare via fosse un salto nel vuoto, che non avrei saputo cosa mi aspettasse fino al momento in cui non sarei arrivata, ma non è così. Ogni giorno qua è un salto nel vuoto, ogni giorno ti svegli e non hai idea di cosa ti aspetti, di chi incontrerai, di chi ti mancherà. Non hai idea se sarai triste o homesick o felice da morire. E scendere dal letto, dal tepore delle coperte, equivale a saltare dalla cima del dirupo. 
Siamo dei pazzi, noi Exchange. Dei pazzi masochisti, perché andiamo, solo un pazzo mollerebbe tutto per andare in un posto completamente sconosciuto, con degli estranei, in un nuovo ambiente con una nuova lingua. È una pazzia, ma alla fine, se c'è una cosa di cui sono sicura ora più che mai, è che sono le piccole cose a contare veramente, quelle a cui generalmente non diamo peso perché sono scontate. Alla fine di una giornata, bella o brutta che sia, sono i dettagli che mi tornano in mente. Sono i piccoli gesti di cui mi ricordo: un mi manchi da una mia amica alle 7 del mattino, un ti voglio bene dalla mamma, un messaggino da mia sorella che mi ha fatto ridere, un abbraccio da un'amica qui, un complimento di un professore, una risata con la mia famiglia ospitante. Magari non mi ricorderò i nomi di tutte le persone che ho conosciuto, ma sicuramente mi ricordo di tutte quelle che nel loro piccolo stanno contribuendo a rendere quest'esperienza quella che è e quindi a rendere me la persona che spero di diventare. 
All'inizio vi ho detto che una delle cose migliori di essere un Exchange student è il tempo che hai per te stesso. Mi sento di dirvi però che il tempo è anche il nostro peggior nemico. Perché ogni salto che fai giù dal dirupo è un passo verso la fine di questo meraviglioso viaggio che sono fiera di aver intrapreso. Questo viaggio che mi sta rendendo consapevole, migliore, che mi sta arricchendo in tutti i sensi e che soprattutto, mi sta facendo capire l'importanza di ciò che ho. E si, forse essere sempre positivi non è facile, quando daresti un rene solo per poter prendere un caffè con un'amica o un abbraccio da mamma e papà vi giuro che non è facile restare positivi ma alla fine, se ci riesci, la ricompensa è grandiosa. Perché ci sarà qualcosa durante quella giornata che ti sembra andare uno schifo, che ti ricorderà del perché hai scelto di fare quest'esperienza, del perché sei dove sei, qualcosa che magari farà diventare la tua giornata una delle migliori. Perché sono i piccoli gesti che contano. Per cui, se siete nuovi Exchange e non sapete se partire, io vi dico di chiudere gli occhi e saltare giù dal dirupo.Anche se è buio, anche se avete paura di trovare i cactus al fondo, non abbiate paura di pungervi: crescerete. Imparerete qualcosa comunque, ed è dalle delusioni che si impara di più, dagli errori. E magari, mentre starete sanguinando, troverete qualcuno che vi metterà un cerotto con gli elefantini e magari sarà la persona con cui dividerete la vostra vita, o diventerà la vostra migliore amica/il vostro migliore amico, o semplicemente un estraneo di cui racconterete ai vostri amici a casa. Per cui se avete questa mezza folle idea, pensateci, prendete il vostro tempo per riflettere e poi fatelo. Buttatevi. Restare nella "comfort zone" non vi farà crescere e maturare come quest'esperienza unica. E se partite, vivetevi tutto. Non rinunciate a niente, condividete tutto con la vostra famiglia ospitante e la vostra famiglia a casa e i vostri amici. Non privatevi di alcune cose solo perché avete paura, ogni attimo è unico. E credetemi, nel bene e nel male, è la miglior esperienza che si possa fare. 
Un'italiana fiera nel paese della baguette,

sempre vostra. 

domenica 1 novembre 2015

#24 bilancio complessivo dei primi due mesi (soprattutto per quanto riguarda la scuola)

Beeeellla regà 

per una volta non sono in ritardo, incredibile ma vero! 
Bene, di cosa parleremo mai in questo post? ehehe. 
Oggi vi scrivo e ancora una volta non vi racconterò dettagliatamente di come svolgo la mia vita giornaliera qui, perché penso che non interessi a nessuno né tanto meno a me. Dopo lunghi periodi di riflessione ho deciso che non è cosi che voglio raccontarvi la mia esperienza, perché alla fine ogni routine è diversa per ognuno di voi, ogni giorno ognuno lo vive come meglio crede, perciò raccontarvi i miei non ha senso. E quindi vi dirò più o meno cosa mi passa per la testa e soprattutto le mie impressioni, ciò che sento. 
Sono qui ormai da due mesi e quattro giorni, ve l'ho detto nell'ultimo post che il tempo vola, e le vacanze sono finite. Domani torno a scuola e durante queste due settimane passate quasi totalmente a casa ad oziare e ad annoiarmi un pochino, ho avuto tempo di pensare e farmi un'idea complessiva di questi due mesi qua. 
Il bilancio complessivamente è molto positivo. Per me fino a questo momento quest'esperienza merita un 9 pieno, non ho ancora avuto nemmeno mezza difficoltà per quanto riguarda la mia famiglia o gli amici. Sicuramente ci sono tante cose che cambierei, ma è vero che mi sto rendendo conto di tantissime cose (vi parlerò anche di questo più avanti). La scuola e intendo per quanto riguarda l'insegnamento, è una delle cose che preferisco di meno. Vero è che io arrivo da un liceo linguistico, che seppur sottovalutato, mi dava un carico di lavoro superiore alle due/tre ore di studio al giorno. Ero abituata a verifiche e compiti ogni giorno o comunque molto sovente, tante materie da preparare e uno zaino che pesa più di me. Scuola dalle 8 alle 13 con 15 minuti di intervallo alle 11 e anche quando mancano i professori stai sicuro che hai qualcosa da fare. Capirete che quando sono arrivata qui per me è stato il paradiso: seppur gli orari sono estesi lungo tutto il corso della giornata (08.00-18.00), la maggior parte dei giorni la mattina non ho lezione fino alle 10 e posso tranquillamente starmene a casa ed andare più tardi, a volte tra una lezione e l'altra ho 3 ore buche, tantissime volte i professori mancano e sei libero di fare cosa vuoi, pochissimi libri nello zaino, compiti di matematica non superiori ai 3 esercizi da una settimana all'altra, compiti a casa assegnati con una o due settimane d'anticipo, dall'inizio dell'anno ho avuto due verifiche. Per cui, alla luce di quanto spiegato, per me all'inizio seriamente sembrava il paradiso. Ero contenta di essere venuta qui e non dover fare praticamente niente per scuola. Poi, semplicemente, mi sono resa conto dell'importanza della cultura e sinceramente cominciano a mancarmi le 30 pagine di storia da studiare, piuttosto che il canto della Divina Commedia da parafrasare... E lo so, lo so, che starete sicuramente pensando che sono pazza, ma credetemi che sento di non aver imparato praticamente nulla a scuola fino ad ora. Sono sicuramente d'accordo che il carico di lavoro della scuola italiana sia esagerato, ma qui è esageratamente basso. Spesso e volentieri mi stupisco dell'ignoranza di alcuni individui, anche sulle cose più semplici. (Esempio: "Ma in italia avete il pane?" MA SECONDO TE?! e tra l'altro, è stato un adulto a chiedermi questa cosa....). Certo, sicuramente la scuola ha un sacco di lati positvi, tipo che è un bellissimo posto dove passare il tempo e stare con gli amici perché te ne puoi andare in giro dove cavolo ti pare senza dover chiedere permessi e merdate varie. Se non hai lezione te ne vai e non frega nulla a nessuno! Poi per carità, se non vieni a scuola chiamano subito i tuoi genitori, se ti mettono due volte assente ad una lezione ( e succede anche quando sei presente a volte, alcuni prof che non fanno caso alla risposta all'appello decidono di metterti assente e via... ok.) mandano un messaggio ai genitori e altre cose cosi che in italia non succederebbero mai ahah. Un altro lato positivo è che tutto il lavoro è svolto in classe, o almeno dipende dai professori, ma la maggior parte è tutta gente che ha voglia di lavorare ed entra in classe col sorriso. Cioè persino la prof di matematica fa venir voglia di stare attenti! Poi è figo perché anche per studiare non devi fare niente, niente schemi, non devi consumare 40 evidenziatori all'anno per ricordarti le cose importanti sul libro, né passare 3 ore ad attaccarti post-it ovunque per le cose più essenziali, perché i professori hanno questo metodo fantastico e impeccabile che chiamano "fiches de revision". Praticamente è una scheda dove c'è scritto esattamente tutto quello che c'è da sapere per la verifica e dove può essere trovato. Una figata no? In pratica in due minuti sai esattamente cosa studiare ahah. I libri si e no li ho aperti due volte, in quanto anche stavolta, i professori sono innamorati delle schede. Ci riempiono di schede da attaccare sul quaderno e il libro praticamente è inutile. Però se non lo porti stai sicuro che ti serve. Per quanto riguarda il bilancio sulla scuola direi che ho parlato abbastanza ahahah. 
Gli amici, beh che dire, ne ho e sono fantastici. Mi ci trovo benissimo e mi ricordano le mie amiche a casa, anche se so bene che niente e nessuno potrà rimpiazzare quelle tre laide. gne. 
Unica pecca: abitiamo tutte lontane e quindi non si esce mai. Praticamente ci sto insieme a scuola e basta, perché per organizzare un'uscita bisogna dirlo con almeno una o due settimane d'anticipo e io non ho la memoria così a lungo termine. Risultato: sabato e domenica me ne vado con l'host dad a vedere i fighi dell'Under17 giocare a calcio e lo aiuto ad allenare i bambini dell'Under9. Che oddio è bellissimo perché amo il calcio e mi diverto da morire, solo che poi ogni volta c'è qualcuno che mi dice "Ma alla fine non sei venuta da me sabato" e io sono tipo "Ah perché mi hai invitata?" e non so che dire quindi dico che non c'ero. Il che è vero ma non è colpa mia. Ma sicuramente troverò un modo per cambiare questa strana mentalità secondo la quale le uscite vanno programmate mille anni prima e prima di invitare un'amica a casa la devi presentare ai genitori. Questa è una cosa che non capirò mai dato che, almeno per quanto mi riguarda, in generale in Italia funzionava così:"Amò tra 15 minuti ci sei per un caffé e una sigaretta?" "Certo ci vediamo li,bacio" oppure "Oi oggi vengo da te" "ok a dopo". Capite che per me è uno shock quello che mi dicono qua. Mi adatterò prima o poi. Spero. 
Una cosa che proprio non sopporto è che pensano tutti di essere fighi solo perché fanno gli alternativi e bevono anche se non possono. Della serie: "Ciao! Stasera che fai?" risposta: "Bevo!! Mi ubriaco fino a non capire più niente, non vedo l'ora!!" Poi gli dici che in Italia bevi più o meno tutti i sabato sera e non è sta gran cosa e diventi una super alternativa. E vabbè. 
Comunque apparte questi dettagli, di molta poca importanza, non ho assolutamente niente di cui lamentarmi. Mi manca casa particolarmente ma tutto regolare. 
Alla prossima! 
Ah, grazie per le 3000 visualizzazioni, siete belli bellissimi!

Sara
Sto spirito patriottico italiano si è fatto particolarmente sentire e non ho potuto fare a meno che scriverlo. Lo ripeto, nel caso qualcuno dimenticasse: Italia ti amo!!


mmmmmbaciuz